IV Dir. Antiriciclaggio: Adeguamento Presidi

Nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 140 del 19 Giugno 2017 (Supplemento Ordinario n. 28) è stato pubblicato il Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 90 denominato “Attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e attuazione del regolamento (UE) n. 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006“.

Il Decreto, che modifica diverse disposizioni del Testo Unico Antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) entrerà ufficialmente in vigore il 04 Luglio 2017.

A chiarimento ulteriore delle modifiche intervenute sarà necessario attendere l’emanazione di specifici decreti attuativi.

Le principali novità

  • La nuova disciplina antiriciclaggio introduce nuovi obblighi in materia di autovalutazione del rischio da parte dei soggetti obbligati attraverso la razionalizzazione del principio dell’approccio basato sul rischio, in base al quale le misure volte a prevenire o mitigare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo devono essere proporzionali ai rischi effettivamente individuati.
  • È eliminato l’obbligo di tenuta dell’archivio unico informatico per gli intermediari bancari e finanziari, tuttavia è necessario che i sistemi di conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni consentano la ricostruzione univoca degli elementi essenziali, in modo da favorire i controlli dell’Autorità di Vigilanza e nel rispetto delle norme in materia di proiezione dei dati personali.

Ulteriori modifiche hanno interessato:

  • maggiori chiarimenti sul processo di adeguata verifica della clientela;
  • ampliamento platea soggetti Peps;
  • l’istituzione di un registro dei titolari effettivi;
  • la tempistica per la segnalazione delle operazioni sospette;
  • il sistema sanzionatorio;
  • comunicazioni alle Autorità di Vigilanza.
  • segnalazioni interne di violazioni: dovranno poi essere adottate procedure volte ad incentivare segnalazioni interne di violazioni, potenziali o effettive, delle disposizioni in materia di antiriciclaggio da parte del personale dipendente, c.d. whistleblowing.

Molte delle novità introdotte hanno, poi, riguardato il settore dei money transfer e della moneta elettronica, sottoponendolo a maggiori adempimenti e controlli, così come in generale i servizi di pagamento, introducendo obblighi anche a carico di agenti che offrono servizi di pagamento.

Di seguiti riportiamo per ambito di riferimento le principali novità:

L’autovalutazione del rischio

Innanzitutto è stato richiesto ai destinatari della normativa Antiriciclaggio, in particolare per gli intermediari finanziari, di procedere con un’autovalutazione propedeutica al rafforzamento dei presidi, dei controlli e delle procedure contro i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, in relazione alla propria natura e dimensione.

La valutazione effettuata deve essere documentata (basata su analisi statistiche di dati) e in caso di variazioni interne o esterne periodicamente aggiornata e resa disponibile in caso di verifica delle autorità di vigilanza.

È necessario adottare procedure oggettive coerenti rispetto ai criteri di valutazione, tenendo conto dei fattori di rischio associati alla tipologia di clientela, all’area geografica di operatività, ai canali distributivi e ai prodotti e i servizi offerti.

I criteri di valutazione dell’autovalutazione periodica dovranno basarsi sull’effettiva operatività e tipologia di rapporti continuativi e operazioni eseguite e distingure rischi e presidi a seconda dell’attività esercitata, della clientela (retail, private o corporate) e dell’area geografica.

In ambito antiriciclaggio i consulenti Beyond, anche con l’ausilio di esperti provenienti dall’UIF, hanno profonda esperienza nella progettazione dei controlli interni, nella valutazione di adeguatezza delle procedure con comprovate metodologie di risk assessment e di formazione del personale. Per eventuali chiarimenti potete contattare i nostri partner o segnalare la vostra esigenza tramite il form di contatto.

Abolizione formale dell’AUI: obblighi permanenti di conservazione

I soggetti obbligati conservano i documenti, i dati e le informazioni utili a prevenire, individuare o accertare eventuali attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo e a consentire lo svolgimento delle analisi effettuate, nell’ambito delle rispettive attribuzioni, dalla UIF o da altra Autorità competente.

È necessario conservare copia dei documenti acquisiti in occasione dell’adeguata verifica della clientela e l’originale ovvero copia avente efficacia probatoria ai sensi della normativa vigente, delle scritture e registrazioni inerenti le operazioni. La documentazione conservata deve consentire, quanto meno, di ricostruire univocamente: a) la data di instaurazione del rapporto continuativo o del conferimento dell’incarico; b) i dati identificativi del cliente, del titolare effettivo e dell’esecutore e le informazioni sullo scopo e la natura del rapporto o della prestazione; c) la data, l’importo e la causale dell’operazione; d) i mezzi di pagamento utilizzati.

I documenti, i dati e le informazioni acquisiti sono conservati per un periodo di 10 anni dalla cessazione del rapporto continuativo, della prestazione professionale o dall’esecuzione dell’operazione occasionale.

Le modalità di conservazione adottate devono prevenire qualsiasi perdita dei dati e delle informazioni ed essere idonee a garantire la ricostruzione dell’operatività o attività del cliente nonché’ l’indicazione esplicita dei soggetti legittimati ad alimentare il sistema di conservazione e accedere ai dati e alle informazioni ivi conservati.

I soggetti obbligati possono avvalersi, per la conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni, di un autonomo centro di servizi, ferma restando la responsabilità del soggetto obbligato e purché’ sia assicurato a quest’ultimo l’accesso diretto e immediato al sistema di conservazione.

 

Adeguata verifica della clientela

L’adeguata verifica del cliente e del titolare effettivo deve essere eseguita dai soggetti obbligati sia all’atto dell’instaurazione di un rapporto continuativo che in occasione dell’esecuzione di un’operazione occasionale che comporti la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a 15.000 euro. La soglia può essere superata sia con l’esecuzione di un’operazione unica sia con più operazioni che appaiono collegate per realizzare un ‘operazione frazionata.

È richiesta l’adeguata verifica del cliente, con la registrazione delle informazioni, anche per le operazioni occasionali che comportano un trasferimento di fondi[1] superiore a 1.000 euro (articolo 17, comma 1).

Con riferimento al contenuto degli obblighi di adeguata verifica della clientela, all’art. 18, comma 1, lettere c) e d), è stato precisato: a) che l’acquisizione di ulteriori informazioni, ivi comprese quelle relative alla situazione economico-patrimoniale del cliente – nell’ambito dell’attività di acquisizione de valutazione di informazioni sullo scopo e sulla natura del rapporto continuativo o della prestazione professionale – debba avvenire sulla base di informazioni “acquisite o possedute in ragione dell’esercizio dell’attività” b) che la verifica della provenienza dei fondi e delle risorse nella disponibilità del cliente – nell’ambito dell’attività di controllo costante del rapporto con il cliente – debba avvenire sulla base di informazioni “acquisite o possedute in ragione dell’esercizio dell’attività”.

È stata modificata la previsione di cui all’art. 17, comma 6, relativa all’obbligo di adeguata verifica della clientela nella prestazione di servizi di pagamento e nell’emissione e distribuzione di moneta elettronica effettuata tramite soggetti terzi. In particolare: a) tra i destinatari degli obblighi sono state inserite anche Poste Italiane S.p.A., b) è stato precisato che l’obbligo di adeguata verifica è limitato alle operazioni “occasionali” di importo inferiore a 15.000 euro effettuate tramite soggetti terzi, c) è stato dettagliato che per soggetti terzi si intendono anche gli agenti in attività finanziaria (oltre ai soggetti convenzionati e gli agenti di cui all’art. 1, comma 2, lettera nn), d) è stata aggiunta la previsione per la quale nei casi in cui la prestazione di servizi in oggetto sia effettuata tramite soggetti convenzionati e agenti di cui all’artico- lo 1, comma 2, lettera nn), restano ferme le disposizioni di cui all’articolo 44, comma 3.

All’art. 26, comma 2, lett. b) è stato aggiunto che si considerano terzi, ai fini della Sezione III dedicata all’esecuzione degli obblighi di adeguata verifica da parte di terzi, anche “gli agenti in attività finanziaria di cui all’articolo 3, comma 3, lettera c) limitatamente alle operazioni di importo inferiore a 15.000 euro, relative alle prestazioni di servizi di pagamento e all’emissione e distribuzione di moneta elettronica di cui all’articolo 17, comma 6”.

Con riferimento, invece, alle modalità di adeguata verifica da parte di terzi, è stato specificato che il terzo deve provvedervi “direttamente” (art. 27, comma 1).

 

Persone politicamente esposte (PEPs)

È stato ampliato il perimetro delle PEPs (art. 1, co. 2, lett. dd), che ricomprende anche: a) gli assessori regionali; b) i Sindaci di città metropolitane; c) i Sindaci di comuni con popolazione non inferiore a 15 mila abitanti; d) i parlamentari europei; e) gli esponenti di imprese controllate, anche indirettamente, in misura prevalente o totalitaria da comuni capoluoghi di provincia e città metropolitane e da comuni con popolazione complessivamente non inferiore a 15 mila abitanti; f) i direttori generali di ASL e di aziende ospedaliere, di aziende ospedaliere universitarie e degli altri enti del servizio sanitario nazionale.

 

Registro dei titolari effettivi

La novità è costituita dall’obbligo di individuazione del titolare effettivo dei trust e la loro registrazione nel Registro delle Imprese. Tuttavia occorre attendere 12 mesi dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. 90/2017 (luglio 2018), per l’emanazione da parte del MEF del decreto con il quale devono essere stabiliti i dati e le informazioni sulla titolarità effettiva delle imprese dotate di personalità giuridica, delle persone giuridiche private e dei trust da comunicare al Registro, nonché le modalità e i termini entro cui effettuare la comunicazione.

I trust che hanno per oggetto esclusivo o principale un’attività commerciale sono tenuti all’iscrizione in una apposita sezione speciale del Registro; inoltre, fra i titolari effettivi devono essere inclusi tutti i soggetti coinvolti nel trust: guardiano, trustee, disponente e beneficiari sia con riferimento ai trust commerciali che a quelli che non svolgono attività di tale tipologia.

 

Segnalazione delle operazioni sospette

In base al nuovo art. 35 “I soggetti obbligati, prima di compiere l’operazione, inviano senza ritardo alla UIF, una segnalazione di operazione sospetta quando sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa”.

Il sospetto è desunto dalle caratteristiche, dall’entità, dalla natura delle operazioni, dal loro collegamento o frazionamento o da qualsivoglia altra circostanza conosciuta, in ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica e dell’attività svolta dal soggetto cui è riferita, in base agli elementi acquisiti ai sensi del presente decreto”.

La UIF, con le modalità di cui all’articolo 6, comma 4, lettera d), emana istruzioni per la rilevazione e la segnalazione delle operazioni sospette al fine di assicurare tempestività, completezza e riservatezza delle stesse.

I mediatori creditizi, “qualora non sia individuabile un intermediario di riferimento”, inviano direttamente la segnalazione all’UIF (nuovo art. 36, quarto comma).

 

Sistema sanzionatorio

Il sistema sanzionatorio è basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive, la responsabilità delle persone fisiche è residuale e marginale rispetto alla responsabilità del soggetto per la quale operano.

L’apparato di prevenzione e contrasto si fonda sulla collaborazione degli operatori con le autorità, le misure sanzionatorie devono penalizzare in modo congruo chi si pone in una logica non collaborativa, con violazioni gravi o ripetute, efficaci, proporzionate e dissuasive.

Le sanzioni penali sono state limitate alle ipotesi di frodi con un considerevole aumento delle pene, le sanzioni amministrative, invece, vengono aumentate e potranno essere comminate anche per mere violazioni formali non dolose.

Rispetto al previgente sistema, viene data rilevanza all’entità della violazione, anche in rapporto alle caratteristiche dell’inosservanza, tenendo conto delle ipotesi di minore gravità.

 

[1] Per “trasferimento di fondi” si intende la definizione dell’articolo 3, paragrafo 1, punto 9, del regolamento (UE) n. 2015/847 del Parlamento europeo e del Consiglio (“operazione effettuata almeno parzialmente per via elettronica per conto di un ordinante da un prestatore di servizi di pagamento”).

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