AI Act: la nuova sfida per le imprese è governare l’Intelligenza Artificiale

AI Act: dal 2 agosto nuove responsabilità per le imprese
Dal 2 agosto, l’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) introduce per le imprese un cambiamento sostanziale: l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale non può più essere lasciato a iniziative spontanee o non governate, ma richiede un modello di gestione strutturato, documentato e conforme.
La vera sfida non è più decidere se utilizzare l’IA, ma come governarla.
Uno degli aspetti più sottovalutati del Regolamento è il suo campo di applicazione. Non riguarda esclusivamente chi sviluppa sistemi di Intelligenza Artificiale, ma introduce obblighi precisi anche per le organizzazioni che li utilizza nei propri processi aziendali, i cosiddetti deployer.
Le imprese che utilizzano strumenti come ChatGPT, Microsoft Copilot, Gemini o altre piattaforme di AI rientrano pienamente nel perimetro della normativa.
In assenza di una governance centralizzata aumenta il fenomeno della Shadow AI, ovvero l’utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale senza autorizzazione o controllo aziendale. Una situazione che può generare rischi in termini di sicurezza, protezione dei dati, qualità delle decisioni, reputazione e conformità normativa.
Le sanzioni previste dall’AI Act, nei casi più gravi, possono arrivare fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato annuo mondiale.
Cinque priorità per adeguarsi
Per affrontare il nuovo quadro regolatorio non è sufficiente introdurre nuove tecnologie: è necessario costruire un sistema di AI Governance che integri compliance, sicurezza informatica e organizzazione aziendale.
Le principali attività da avviare sono:
• Mappatura dei sistemi di IA: identificare tutte le soluzioni utilizzate in azienda e classificarle secondo il livello di rischio previsto dal Regolamento.
• Definizione di una AI Policy: stabilire regole interne per un utilizzo corretto, sicuro e conforme degli strumenti di Intelligenza Artificiale.
• Valutazione dei fornitori: verificare che le soluzioni acquistate da terzi rispettino i requisiti previsti dall’AI Act.
• Trasparenza e documentazione: predisporre gli adempimenti necessari quando l’IA interagisce con clienti, dipendenti o altri stakeholder.
• Formazione del personale: sviluppare competenze e consapevolezza affinché l’utilizzo dell’IA sia efficace e conforme.
Dalla compliance a un vantaggio competitivo
Come accaduto con il GDPR, anche l’AI Act rappresenta un punto di svolta per il mercato europeo.
Le aziende che iniziano oggi a strutturare la propria AI Governance non si limitano a ridurre il rischio di sanzioni: costruiscono processi più solidi, aumentano la fiducia di clienti e partner e si preparano a sfruttare l’Intelligenza Artificiale in modo sicuro e sostenibile.
L’adeguamento normativo non deve essere visto come un semplice obbligo, ma come un’opportunità per trasformare l’innovazione in un vantaggio competitivo duraturo.
Beyond Advisory è in grado di supportare le aziende nell’avviare un processo di compliance che consenta la piena conformità alle nuove regole introdotte

